L’eremita (Seconda parte) (Atto unico-parte quarta)


ciliegi


Abelardo
Conciso finalmente… ma corretto.
Per imparare a morire però è necessario imparare a vivere… è un mestiere duro come sai… studiare è provare passione per la vita… la stessa passione del Cristo è tutta qui

L’eremita
La via crucis rappresenta allora solo le tappe della vita… e se è caduto il Cristo allora è normale che cadiamo anche noi

Abelardo
Sì. Le ultime ore del Cristo sono soltanto un’allegoria della vita: per questo non se Le poteva risparmiare… se fosse morto senza indicare il percorso non avrebbe amato.
Tu volevi suicidarti… puoi ora ben capire che chi muore togliendosi la vita non muore come il Cristo, non ama come il Cristo… non accetta le tappe della vita, ma le brucia,  e quindi non impara a morire né per sé stesso, né per gli altri…

L’eremita
È una morte apparente… allora… più che forzata

Abelardo
È la fine di chi non vuole imparare.

L’eremita
E dove vanno i suicidi?

Abelardo
Se Dio avesse voluto rivelarlo, lo avrebbe fatto.

L’eremita
E perché non lo ha fatto?

Abelardo
Non so. Forse perché ci ha donato il libero arbitrio, e non poteva limitare la nostra scelta più importante.

L’eremita
E di che cosa poteva aver paura? siamo già tanto limitati!

Abelardo
Tu sei libero come l’aria… forse di più: non c’è fratellanza in te che speri sempre di prendere qualcosa senza dare… l’egoismo è la forma massima di libertà che vuoi sperimentare e quindi non capisco di che cosa ti lamenti…

L’eremità
Se mi fosse dato di sapere forse sarei meno egoista…

Abelardo
Aggiungeresti ai peccati noti, delle nuove mancanze… più ampie forse… tanto ampie che ora non puoi nemmeno immaginare

L’eremita
Meglio provare l’ignoto, che razzolare in un fango conosciuto.

Abelardo
Il fango che conosci rimane  sempre lì… così come ti può rimanere la speranza.
Il peccato che gli uomini sperimentano è comunque definito, rinnovabile quanto si vuole ma definito o almeno definibile ed evitabile entro certi limiti.
Lo dimostra il fatto che i comandamenti sono solo dieci.
Ma  quali regole potresti seguire se avessi ricevuto di colpo una consapevolezza più che umana?
Rimarrebbero le regole antiche irrisolte nell’animo, e nuovi precetti sconosciuti.
Vivresti nel timore, come facevano i popoli antichi che non riuscivano bene a capire quali fossero gli dei buoni e quelli cattivi, le divinità che si potevano offendere impunemente e quelle che invece sarebbero state implacabili.

L’eremita
Una vita molto dura insomma…

Abelardo
Sì… e alla fine ti ricordi cosa è successo?

L’Eremita
Che la religione antica è morta ed è nato il Cristianesimo…

Abelardo
Il Cristianesimo è nato perché gli uomini non avevano più una guida spirituale, né la speranza di una vita diversa…

L’eremita
So quello che c’è scritto sui libri di storia… ma sarà poi vero?
È anche vero che la Madonna con Bambino che ho visto ad Aquileia…

Abelardo
Era in realtà la raffigurazione di Iside… storia vecchia, ma se ci pensi bene ciò non fa che accrescere la gloria di  Maria… Gli uomini hanno trovato nella Madre di Gesù gli  attributi della madre di tutte le religioni

L’eremita
Una ideale prosecuzione della madre terra… che genera i suoi Frutti senza peccato, soltanto per l’amore del sole e della pioggia… in fondo dello Spirito che ci fa vivere e si manifesta

Abelardo
Non è un caso che siamo battezzati con acqua… senza di essa non potremmo vivere.

(continua)

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Pubblicato da

tieniinmanolaluce

Sono attualmente avvocato, mediatore civile e commerciale, formatore di mediatori e mediatore familiare socio Aimef. Per undici anni sono stato docente di letteratura italiana e storia antica al liceo classico. Sono accademico dell'Accademia Internazionale di Arte Moderna. Scrivo da sempre senza privilegiare un genere in particolare. Ho pubblicato diversi libri anche in materie tecniche. Tra quelli letterari ricordo da ultimo: Un giardino perfetto, Poesie 2012-2016, Carta e Penna Editore, novembre 2016. La condizione degli Ebrei dai Cesari ai Savoia, Carta e Penna Editore, aprile 2017 La confessione, Dramma in quattro atti, Carta e Penna Editore, aprile 2017 Ho iniziato questo blog nel febbraio del 2006 e mi ha dato grandi soddisfazioni. Spero continuino anche su questa piattaforma. Tutto ciò dipende fondamentalmente dalla interazione con tutti voi, cari lettori.

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