I tuoi baci/Il cavallo alato

Luna

Qualcuno afferma che chi scrive non dovrebbe spiegare le sue liriche.
In effetti Voi riuscite a commentare decisamente meglio di quanto potrei fare io.
Tante volte le interpretazioni volano a catturare significati di cui ci si può solo stupire.
Una delle cose che amo del rapporto con Voi è proprio il fatto che ricevo dei doni incredibili di cui continuo a stupirmi.
In fondo, passatemi la maldestra esemplificazione, la Vita Nova e lo Zibaldone non sono che dei blog commentati dagli stessi autori.
Ma pensate quale soddisfazione avrebbero potuto ricavare Dante o Leopardi (senza naturalmente voler instaurare assurdi paragoni) se avessero ricevuto simultaneamente il commento di altri dieci amici.
Che tensione avrebbe potuto raggiungere nel migliorarsi… mi viene il capogiro solo ad immaginarlo.

Solo che, come al solito, mi rattrista il fatto di non poter raggiungere tutti voi: Nicola, Daniele e Cris, al pari degli altri, scrivono cose meravigliose e commoventi, ma io non posso far sentire loro direttamente il mio affetto… e quello della poetessa… peccato…

In mancanza Vi sottoponiamo un nuovo “duetto”…

 

Dalla poetessa…

 

    I tuoi baci

 

Apri la bocca
quel poco che basta
per ricevere sulla lingua
la luna
tonda ostia d’argento.
Mi mordi le labbra
e lasci in me
il sapore di baci
filigranati.

 

E da me…

Il cavallo alato

 

A galoppo
nelle viscere
ho sentito
il cavallo alato.
Nell’urna
ha lasciato
un senno
che la luna
non riprenderà.

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Un sorriso Atto unico (Scena unica-terza parte)

luce e buio

 

Un uomo

È proprio quello che succede a me, ho sempre il timore di fare qualcosa di sbagliato e alla fine prendo regolarmente una cantonata; vivo nel panico per quello che dovrà inevitabilmente accadere.
La mia unica regola è forse la paura di non essere all’altezza di ciò che vedo come un prossimo e sicuro terrore; il resto della mia vita è perlopiù dolore che passa tra un’ansia che non so precisamente delineare e la conseguenza certamente dannosa dei miei errori.
E non è uno stato di comodo in cui mi sono rinchiuso per non aprirmi alla vita, ma una condizione naturale cui non so sfuggire.

Una donna

Lo pensi tu… come tutti hai bisogno di regole e ti sei dato quella che sembrava più favorevole ad una parte di te, ma non è la migliore visto che ti paralizza: dovresti almeno vivere la paura in modo attivo.
Se guardi alle grandi civiltà del passato c’è sempre stata una fase in cui si è creduto di aver raggiunto l’apice nel bene o nel male.
Poi gli uomini hanno scoperto quasi sempre che si trattava semplicemente di un periodo in cui sono state poste le basi per qualcosa di nuovo.
Potresti accettare dunque che la paura sia solo la fine del vecchio e la porta di un promettente avvenire.
Le novità vengono in ogni caso, ma il bello sta nell’esserne partecipi.

Un uomo

È vero quel che dici, io non riesco ad affrontare il presente con il dovuto coinvolgimento, perché ho una costante preoccupazione per il futuro e non vorrei venisse mai, se non per dire che anche quella è una fatica passata.
Mi sento inadeguato e privo delle forze necessarie ad affrontare qualsiasi nuova sfida, come se fossi una pila che va verso l’esaurimento, senza alcuna sicurezza di potersi ricaricare. E giacché ringiovanire non si può, la china non potrà che divenire sempre più ripida e penosa.
Sento l’angoscia di non poter soddisfare nemmeno i bisogni primari ed essere già vecchio a quaranta anni mi rende ogni giorno più cupo e depresso. Tu non ti senti mai in questo modo?

Una donna

Continui a voler sfuggire alle leggi naturali e la natura piano piano non può che abbandonarti.
Tutti gli esseri umani si sentono in certi momenti come ti senti tu, ma alcuni, la maggior parte fortunatamente, conservano pur sempre un poco di speranza e di fiducia.
Luce e buio si avvicendano dall’inizio dei tempi: non vedo per quale ragione  noi non dovremmo accettare quest’alternanza.
L’universo muore ogni giorno, ma ogni giorno rinasce, magari  non come  lo vorremmo, ma porta  con sé una serie indefinita d’opportunità.
Per chi nasce o rinasce poi sono determinanti senza dubbio i genitori: ecco perché gli uomini un po’ in tutte le ere hanno cercato un Padre celeste; è improbabile, infatti, averli accanto in carne ed ossa in tutti i momenti della vita.
La natura insomma ci soccorre: possiamo avere un punto di riferimento a qualsiasi età, in qualunque condizione.
E allora non ci resta che rinascere con gioia, con lo slancio di chi può ancora imparare tutto e sa di trovare comunque Qualcuno o Qualcosa che può insegnare o perlomeno suggerire, che può sostenere ogni titubanza per quanto assurda, irreale, indefinita ed indefinibile.

Un uomo

E allora perché viviamo in uno stato d’eterna ribellione contro quelli che dovrebbero essere i nostri punti di riferimento? chi ci ha voluto nemici a noi stessi e alle nostre radici?
Se fosse come dici dovremmo approfittare d’ogni guida o modello che incontriamo: sarebbe razionale e conforme al desiderio della felicità.
Al contrario siamo completamente dominati da una forza distruttiva che ci spinge a prestare orecchio solo a noi stessi, anche se abbiamo nulla da dire e siamo completamente disorientati.

Una donna

Anche questo fa parte del gioco personale: la soluzione sta forse nella ricerca di un accordo tra interiorità ed esteriorità; la forza distruttiva di cui parli alla fine non avrebbe altra scelta che spingerci nella direzione favorevole.

Un uomo

Tu la fai semplice, ma con i sentimenti come la metti?
Quale intesa puoi trovare ad esempio tra l’essere innamorato e la natura, se il tuo amore, il tuo unico, vero amore, non ti ricambia minimamente, o quel che è peggio, non ti comprende e ti tradisce?

Una donna

La rassegnazione è l’unica armonia possibile.
A differenza di quel che si pensa comunemente essa può essere movimentata, perché devi adeguare il tuo io refrattario alla realtà.
Alla rassegnazione subentra poi uno stato di serenità dolorosa che il tempo rende via via più sopportabile.
Il tempo aiuta, è una variabile che spesso non consideriamo, forse può curare davvero le ferite inferte da una natura maldisposta.
E gli amori sfortunati, se ci pensi bene, rientrano nella logica naturale: quando t’innamori vorresti che l’altro si adeguasse a te, l’esatto contrario di quello che avviene in natura; non può dunque che andare male nella maggior parte dei casi.
A meno che… a meno che l’altro non trovi in te la natura e allora potrebbe anche concepirsi e verificarsi un’adesione reciproca.
Ma perché questo accada tu devi essere natura, è necessario procedere in armonia con le sue leggi e questo accade a pochi.
Non si può pretendere affetto quando affetto non c’è, né negare l’affetto quando esso sussiste; eppure tutto ciò accade: di qui le delusioni d’amore.

Un uomo

E quali sono le leggi naturali che si devono osservare in amore per ottenere ciò che desideriamo?

Con gli occhi asciutti/Graal

carboncino di carne

Dalla poetessa…

Con occhi asciutti

 

Meglio
sarebbe
morire
quando scivolata
la veste
si mostra nuda
l’anima
e tu
crudele
mi guardi
con occhi asciutti.

 

E da me…

 

Graal

Era
un calice
di lacrime
quello
che ci rese
ciechi.
E tu
carboncino
di carne
ridai vita
al profumo
acre rimasto
nei mie occhi.