L’eremita (Terzo atto) (scena unica -conclusione)


 Paradiso


L’eremita

É tutto un grande mistero… e non  ho capito granché… ma forse è meglio così… non sono pronto… io voglio vivere ancora…

Tu invece non sei un uomo… o sbaglio?

Tu sei Abelardo che mi è venuto a salvare, un po’ come la Pars Destruens…

Abelardo

Sì… ti voglio ancora libero di cercare, ma nello stesso tempo ripieno di quello Spirito che mi fece grande tra i Troni e le Dominazioni, dopo un’assoluzione insperata

L’eremita

Dimmi… perché sei venuto?

Perché l’orizzonte del mio corpo è assolutamente lontano da  me che sono già parte del tutto e mi ricordo di essere tale?

Abelardo

Perché la vita è ancora lunga… dura un’eternità e tu sai che cosa può essere l’eternità senza speranza? non puoi nemmeno immaginare come si stia nel luogo della disperazione… è un po’ come quella di Dio, ma il tuo spirito non può sopportarla … abbandonati con fiducia alla luce che di là tutto può… ora Dio ha compreso che anche l’amore fa parte della Sua perfezione… concentrati e cerca di intuirlo anche tu… di intuirlo… io non ti chiedo di più che una manciata di sabbia… un’offerta di quelle che scivolano verso terra, ma che si vorrebbero trattenere… e la tua salvezza…. la tua salvezza è già cominciata

L’eremita

Non importa allora che le mie mani siano bucate ed incapaci di stringere ormai…

Abelardo

Il cielo ha un buco soltanto ed il tuo cuore può riempirlo senza fatica perché tu sei ad immagine di Dio e puoi navigare senza fortuna e senza consapevolezza alcuna in questo mondo così attraente a volte e così tempestoso

L’eremita

Senza fortuna e senza consapevolezza alcuna… come la roccia ed il girasole che stanno nel mondo così attraente a volte e così tempestoso… e non si lagnano più di tanto, anche se in Cielo non ci possono andare… mentre io ho il mio buchetto che mi aspetta… che attende il mio cuore come una chiave che forse farà risuonare l’infinito in un modo che i beati non hanno mai sentito…

Padre… mi ascolta … Abelardo… non mi abbandonare

SILENZIO

L’eremita si alza preoccupato, apre i paraventi del confessionale e trova una roccia con un girasole scolpito al centro… si inginocchia e recita un Atto di dolore ed un Padre Nostro.

SIPARIO

Qui amici carissimi che non mi stancherò mai di ringraziare… l’Eremita non finisce:  tornerà presto con Abelardo e la seconda parte del viaggio che, a dire il vero, non so bene nemmeno io quando si concluderà… spero siate pazienti…

Se volete incontrare la roccia con il girasole scolpito vi dirò che potete trovarla  in Chiusdino (SI): si tratta di un bassorilievo scolpito dagli Etruschi che è stato rinvenuto nella Cattedrale di San Galgano, eretta dai templari. Oggi è divenuto un  altare estremamente suggestivo collocato nell’antica chiesetta appunto di San Galgano (che secondo alcuni non sarebbe altro che uno dei cavalieri della tavola rotonda). Accanto all’altare potete trovare anche la famosa spada nella roccia che come sapete meglio di me ha ispirato molte storie e leggende dell’alto e del basso medioevo…  

 rocciagirasole

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Pubblicato da

tieniinmanolaluce

Sono attualmente avvocato, mediatore civile e commerciale, formatore di mediatori e mediatore familiare socio Aimef. Per undici anni sono stato docente di letteratura italiana e storia antica al liceo classico. Sono accademico dell'Accademia Internazionale di Arte Moderna. Scrivo da sempre senza privilegiare un genere in particolare. Ho pubblicato diversi libri anche in materie tecniche. Tra quelli letterari ricordo da ultimo: Un giardino perfetto, Poesie 2012-2016, Carta e Penna Editore, novembre 2016. La condizione degli Ebrei dai Cesari ai Savoia, Carta e Penna Editore, aprile 2017 La confessione, Dramma in quattro atti, Carta e Penna Editore, aprile 2017 Ho iniziato questo blog nel febbraio del 2006 e mi ha dato grandi soddisfazioni. Spero continuino anche su questa piattaforma. Tutto ciò dipende fondamentalmente dalla interazione con tutti voi, cari lettori.

1 commento su “L’eremita (Terzo atto) (scena unica -conclusione)”

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