L’eremita (Atto terzo) (Scena unica-terza parte)


roccia

L’eremita

Ma che cosa significa dividere la luce dal buio?

Il confessore

Desiderare la Verità a qualsiasi costo e vivere nell’Amore

L’eremita

Sono due esperienze di cui non mi sento capace… di cui non voglio essere capace

Il confessore

E come puoi aiutare l’alba ad alzarsi… se tenti di nascondere il sole? Puoi lasciare che arrivi la notte… quando il tramonto non si è stretto intorno al calore del tuo focolare?

L’eremita

Ma io non riesco ad aiutare neppure me stesso… che posso fare in un  progetto infinito che sembra andar per suo conto?

L’uomo non esisteva quando gli astri furono creati per segnare il tempo: e noi pensiamo di essere i padroni del cosmo…  faceva bene la roccia a sottovalutarmi…

Il confessore

Non credo che avesse ragione… in fondo alla roccia il tempo importa poco…

L’eremita

Importa… importa… la roccia tiene il conto dei giorni in cui l’erba nasconderà la pianura… sa che il muschio si fa più birichino quando l’inverno si avvicina e che soffrirà  il solletico… ha paura del buio e attende con ansia la pioggia perché la liberi dal fango.  

E anche al girasole interessa: di notte può riposare e sognare di essere un’alga marina…

Il confessore

E allora vuoi che questo progetto non abbia un senso anche per te? che tu possa stare lì… in un angoletto… senza scegliere, mentre le stagioni passano, il cuore invecchia… senza aver battuto come potrebbe…  

L’eremita

Io volevo solo aiutare i miei amici… ma hanno detto che non era compito mio… che il compito mi avrebbe cercato… in vita o in morte… che chi non attende  il suo scopo si danna, perché non lo scoprirà mai

Il confessore

La Luce cerca ogni giorno e ogni giorno attende: puoi continuare ad ignorarla e a dannarti… perché ti stai dannando ora… se non lo sai… la tua anima è in naftalina e tu la lasci nel buio di un armadio di ferro… lo avessi scelto almeno di legno… potrebbe respirare… invece così… tu vivi l’inferno amico mio… e la morte potrebbe soltanto renderlo definitivo… altro che scopo… gli scopi lasciali a chi ha tempo di cercare… tu non ne hai quasi più… e Dio non ha voglia di giocare ancora a nascondino… è stanco di fare la conta e sbirciare fiducioso nella tua vita… pentiti della filosofia che dà sollievo solo alle narici… tu non respiri più e non te ne accorgi…

L’eremita

Neppure la roccia mi ha attaccato con tanta violenza ed era razzista… almeno così diceva il girasole…

Non credo di essere peggiore o migliore di tanti altri… un confessore dovrebbe essere più moderato nei giudizi… che cosa sa lei della pazienza di Dio?

(continua)

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Una risposta a "L’eremita (Atto terzo) (Scena unica-terza parte)"

  1. desiderare la verità e vivere nell’Amore. L’abbiamo noi tutti ricordato ieri all’eremita…è passato un anno, e ieri abbiamo proprio ricordato all’eremita tutto ciò di cui egli non vuole essere capace. Ora capisco meglio la rabbia di Giulia ed i tempi maturi di cui parlava…capisco quanto sarebbe bello per noi tutti se si potesse entrare nelle pagine di un libro, saltellare tra le righe e strappare all’inchiostro l’eremita per portarlo sul nostro sentiero…non meno ripido del suo, non meno isassoso e insidioso, ma certo più ricco di verità e amore che ogni giorno con fatica e passione i nostri due autori ci trasmettono!

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