L’eremita (Atto terzo) (Scena unica-parte seconda)


L’eremita

E se dovessi viverci dentro contemporaneamente… se il nero ed il bianco fossero soltanto colori?

Il confessore

Tu  possiedi comunque occhi  per distinguerli… e vuoi che il cuore…

L’eremita

È vero: il cuore sa… anche se la mente cerca di ingannarlo

Il confessore

E l’indulgenza… una certa inclinazione per la dimenticanza… fanno il resto…

L’eremita

 Forse sono meccanismi che aiutano l’animella  a non soccombere… se non ci volessimo un po’ di bene… se non ci fosse un sano egoismo… in fondo è istinto di sopravvivenza

Il confessore

Che dovremmo superare… un po’ per giorno… non dobbiamo essere troppo attaccati alla vita

L’eremita

Non posso cercare la morte, né attaccarmi alla vita: il gioco si fa veramente difficile… che mi rimane? la solita sopravvivenza fatta di tempo apparentemente neutro

Il confessore

O piuttosto il senso della vita…

L’eremita

Se lo conoscessi lo cercherei… invece mi rendo conto che lo spirito dimagrisce di un infinito al giorno… e non so più che cosa dare da mangiare ai miei alibi

Il confessore

Se tu leggessi le Sacre scritture troveresti molte risposte… e certo ne ricaveresti beneficio…

L’eremita

Padre può spiegarmi? È vero… io leggo poco la Bibbia e ora sono in difficoltà

Il confessore

Nella Genesi Dio divide il giorno dalla notte… la luce dall’oscurità… vede che questa operazione è cosa buona e chiede agli astri di segnare il tempo per ricordare la separazione… l’uomo non c’era ancora, ma  questo mi fa credere che Dio lo stesse progettando…

L’eremita

Il tempo  cioè era solo un mezzo per andare oltre…

Il confessore

Sì… quella che noi chiamiamo vita è un mezzo, ma non un fine… se non la viviamo però non partecipiamo alla grande divisione… e non possiamo capire che questa separazione è cosa buona

L’eremita

Quindi la vita è utile a dividere il buio dalla luce…

Il confessore

Questa dovrebbe essere la funzione primaria… ed anche il nostro scopo… credo…

L’eremita

Prendere ogni giorno in mano la luce e cercare di separarla dal buio… questa sì che è una funzione essenziale… come quella di proteggere una pianura o di fare ombra ad una roccia… ma allora perché incontriamo tante difficoltà e Dio non ci semplifica le cose?

Il confessore

Perché all’inizio c’era il buio… e Dio stesso comprese solo in un secondo momento che la luce era una cosa buona per la terra… l’oscurità c’è da prima del tempo e quindi il tempo non la può sconfiggere

L’eremita

Insomma dobbiamo abituarci ogni giorno alla fatica della separazione dalle tenebre

Il confessore

Sì… Dio stesso si riposò soltanto il settimo giorno…

L’eremita

Ma si riposò comunque…

Il confessore

A cose fatte…

(continua)

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Una risposta a "L’eremita (Atto terzo) (Scena unica-parte seconda)"

  1. non dobbiamo essere troppo attaccati alla vita…a vent’anni è un discorso da nonni, ma capisco bene cosa voglia dire Abelardo:il capo del filo lo tiene Dio, ieri proprio questo ha ricordato all’eremita. Il senso della vita consiste nell’aver fiducia nel Bene, ed il Bene va oltre la vita stessa…menomale! Federico

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