L’eremita Atto II (Scena unica-parte prima)


fili d


All’esterno di un grotta a Chalons sur Saone in Borgogna.
L’uomo del confessionale, emaciato, sporco e con le vesti stracciate, discorre con una roccia.
Ad un certo punto della conversazione interviene un girasole ed inizia così un dialogo a tre voci.
Alla fine l’uomo si congeda con un cenno di mano ed esce di scena

Un uomo
Non potrai dire che io non ci abbia provato… dopo tanta astinenza e penitenza avrò pure diritto… ad una risposta da parte tua… non puoi continuare a rimanere indifferente

Una roccia
Ma se sono giorni che ti parlo e non mi capisci… tu  non sai interpretare nemmeno i miei silenzi… eppure l’aria, il sole e la pioggia ci riescono benissimo e non fanno mai domande inopportune… io del resto non avrei tempo da perdere

Un uomo
Ma cosa dici? Tu sei lì da sempre ed hai tutto il tempo che vuoi… non vedi come sei rugosa… conosco dei sassi lisci come la pelle di un bambino… quelli sì che hanno ancora qualcosa da dire a questo mondo… ma tu… tu sai solo essermi di inciampo tutte le volte che esco dalla grotta

Una roccia
E allora cosa vuoi da me… si può sapere?

Un uomo
Vorrei fare amicizia… sai mi sento un po’ solo e con la grotta non posso parlare… è troppo grande per me

Una  roccia
Di’ le preghiere no… e non mi scocciare

Un uomo
Sei proprio granitica… credevo fosse solo un modo di dire… ma ora mi devo ricredere… hai davvero un caratteraccio… e tu non preghi con me?

Una roccia
Se permetti prego da sola… non ho bisogno di te per raggiungere Chi so io… e poi oggi non mi va… il muschio mi fa il solletico ed ho voglia di ridere…

Un uomo
Ma tu  sei senza bocca… come fai a ridere?

Una roccia
E tu che l’hai… ridi?  io non ti ho mai visto sorridere… eppure sei qui da un po’… Io rido spesso dentro di me, anche se non si vede… ma chi lo deve vedere poi… l’importante è che lo  senta io… non trovi?

Un uomo
Ma non ti fa paura questa solitudine eterna?

Una roccia
Cosa vuol dire eterna?

Un uomo
Vuol dire come te che sei qui da tanto tempo

Una roccia
Ma io ho solo 500.000 anni; praticamente bevo ancora il latte… come dite voi

Un uomo
Allora puoi raccontarmi di Abelardo… io sono venuto qui perché mi hanno detto che ci dimorava lui… più o meno  mille anni fa.

Una roccia
Può essere… ma sai… io non me lo ricordo questo Abelardo

Un uomo
La storia dice che è morto qui vicino a te…. come fai a non ricordarlo?

Una roccia
Sai quanti uomini mi hanno addirittura bagnato del loro sangue? non ne puoi avere una idea…  ma è sempre piovuto… ed il sangue… anche il più ostinato… è andato ad ingrassare la terra: io non ho neppure potuto aggiungere una ruga in più

Un uomo
E ti ricordi dei fili d’erba che ti circondano?

Una roccia
Di quelli sì… perché sono sempre stati dispettosi. Nella bella stagione fino a che non sono secchi mi impediscono di guardare verso la pianura… e poi il vento mi rimprovera

Un uomo
Ti rimprovera?

Una roccia
Ha ragione lui. Se sono diventata roccia è per proteggere il mio  territorio…

Un uomo
Che vuoi dire? Si può diventar roccia?

Una roccia
No… roccia si nasce, e non si diventa… per quanto nascere sia un termine improprio… per “diventare” io intendevo “crescere”… ma anche il verbo “crescere” non si addice del tutto… visto che non mi sono ingrandita nemmeno di un millimetro in questi 500.000 anni… ma tu non puoi capire… sei un uomo

(continua)

Annunci

Pubblicato da

tieniinmanolaluce

Sono attualmente avvocato, mediatore civile e commerciale, formatore di mediatori e mediatore familiare socio Aimef. Per undici anni sono stato docente di letteratura italiana e storia antica al liceo classico. Sono accademico dell'Accademia Internazionale di Arte Moderna. Scrivo da sempre senza privilegiare un genere in particolare. Ho pubblicato diversi libri anche in materie tecniche. Tra quelli letterari ricordo da ultimo: Un giardino perfetto, Poesie 2012-2016, Carta e Penna Editore, novembre 2016. La condizione degli Ebrei dai Cesari ai Savoia, Carta e Penna Editore, aprile 2017 La confessione, Dramma in quattro atti, Carta e Penna Editore, aprile 2017 Ho iniziato questo blog nel febbraio del 2006 e mi ha dato grandi soddisfazioni. Spero continuino anche su questa piattaforma. Tutto ciò dipende fondamentalmente dalla interazione con tutti voi, cari lettori.

1 commento su “L’eremita Atto II (Scena unica-parte prima)”

  1. ti parlo e non mi capisci…non sai interpretare nemmeno i miei silenzi…questo avviene quando tra due persone non c’è feeling. Lo so che qui i due attori sono un uomo ed una roccia,ma la loro conversazione non è poi così diversa da quella tipica di certe coppie che stanno insieme senza sapere perchè, senza aver progettato nulla in comune, senza avere interessi in comune…forse è per questo, Filippo, che l’eremita non è riuscito a incontrare Dio, ad avere un contato con Lui. L’amore è una relazione! E la relazione implica un colloquio tra due esseri, un colloquio che sia dialogo, uno scambio tra anime.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.