Quando si scrive così…


casa Goethe sul lago di Garda

Quando si scrive così…

Sono qui immersa nei sacri testi antichi e mi sei venuto in mente prepotentemente (come del resto avrai potuto notare dagli sms che ti ho inviato!) … mi sei balzato agli occhi con i tuoi versi ed ho cominciato a scrivere questa mia…Quello che amo dei poeti di oggi e dei loro lettori è la loro clandestinità, il sapore di silenzio e d’ombra, lo scambio segreto. Siamo purtroppo relegati a un’idea decadente, sgangherata e soprattutto vaga di poesia. Specie per quanto riguarda il Novecento e ancor di più per il contemporaneo stretto. A scuola abbiamo affrontato (costretti e spesso afflitti) e maldigerito interminabili secoli di poesia monumentale, rimata e assonante, sovente addirittura assordante nel suo trionfale incedere. Quanto sarebbe stato bello – mi dico oggi – consumare occhi e memoria su altri poeti. Rinunciare ai pomeriggi rossi di tramonto per qualche verso di Campana in più. Avessero saputo dirci già allora di Caproni e poi di Pasolini. Ci avessero parlato di musica insomma. Avessero saputo cantarci meglio all’orecchio il Falsetto di Montale, oggi del concetto di poesia e musicalità ne sapremmo tutti un po’ di più…. Tutte le volte che m’innamoro di uno scritto poetico ci trovo sempre dentro la sua musica, già bella e pronta. Partiture complesse, delicate…consapevoli. La musicalità gli uomini ce l’hanno o non ce l’hanno, è innata, nessuno la vende, nessuno la insegna ( tu sei uno di quei fortunati che se la porta scritta nel DNA) Certi grandi poeti l’avevano, altri oggi la possiedono in misura pari ai musicisti…vedi, Carlo, io tra Sibelius e Montale preferisco il secondo, tra la “scuola di Vienna” e Brecht comprendo meglio lui, ma queste sono solo percezioni personali. Mi chiedo però se poesia e musica ogni tanto si prendano sottobraccio, per qualche passo insieme, se si guardino da lontano o se passino il tempo almeno a spiarsi, a studiarsi un po’, vicendevolmente. Penso ai tuoi versi e mi convinco che non può esistere l’una senza l’altra. Rileggo le tue liriche e non sono altro che segrete rapsodie della tua anima…Tu come sempre penserai che sono la solita esagerata, inattendibile, inaffidabile nonché per nulla obiettiva critica di ciò che tu scrivi…e pazienza! Riempimi pure di insulti, mentre IO PRONUNCIO IL TUO NOME/ NELLE NOTTI OSCURE,/QUANDO GIUNGONO GLI ASTRI/A BERE LA LUNA,/E DORMONO I RAMI/DELLE FRONDE OCCULTE./ED IO MI SENTO VUOTO … Dio…la percepisci anche tu la musicalità di questi versi?? Continua a scrivere Carlo, continua a cantare di te e della tua vita sottotono, del dorso della tua mano che bacio con riverenza e immensa ammirazione!

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3 risposte a "Quando si scrive così…"

  1. carissimo, le parlavo di innamoramento e mi pare che lei sia talmente fortunato da essere ricambiato…passioni letterarie condivise durano per sempre e la stima è un legame tenace ed indissolubile. Non posso che inviarvi e ringraziare per quanto leggo…potessero i miei figli aver insegnanti così, forse la mia casa avrebbe qualche libro in più. salvatore

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