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A sera/mattina


A sera

La tua assenza
è un grido
scalzo
come la tristezza
stupito
dinanzi al canto
mite
delle piccole cose.
Il cuore
domattina
sarà coperto
di rugiada

Mattina

Come  un fiume
impetuoso
m’incanti
nella calma.
Avida la terra
beve con me
ciò che lascia
la verde speranza

Comments

  1. Ed é pace, nel suo significato piú autentico, quella PACE che nasce dalla calma di un fiume impetuoso, sembra un controsenso…la pace non nasce dalla tranquillitá di un paesaggio idilliaco ma dall’impeto che travolge, il riuscire a scorgerla, a sentirla, a respirarla, ad afferrarla, é il dono piú grande. E’ stato bello rileggere queste poesie dopo l’elaborazione cosí sentita di tutti i commenti. Alberta

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  2. Vedi Marta…il fuoco purifica ma distrugge;l’acqua no! L’acqua dissolve il peccato senza distruggere l’uomo che acquista nuova vita. La purificazione attraverso l’acqua ci dice che per ogni religione il valore più alto è la vita! Ed è proprio questa vita che in questa pagina così bene hanno lodato e cantato Carlo e Giulia…lo hanno fatto attraverso il tempo, la sera e il mattino, e attraverso l’acqua, elemento primigenio da cui la vita stessa scaturisce…e l’incontro di due anime è sempre un incontro fluido, che scorre, che penetra nelle viscere..così come l’acqua in natura fa!

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  3. ma perchè non viene utilizzato il fuoco invece dell’acqua nella purificazione religiosa? Spesso il fuoco è stato usato per sconfiggee epidemie e evitare contagi… Marta

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  4. I Padri della Chiesa come Tertulliano nel suo De baptesimo, hanno sfruttato certi valori precristiani del simbolismo dell’acqua arricchendoli dei valori della redenzione operata da Cristo:l’uomo vecchio è distrutto con l’immersione nell’acqua e da essa ne nasce un uomo nuovo. Attraverso il battesimo l’uomo recupera la sua somiglianza con Dio

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  5. nelle religioni che si affacciano nell’area del Pacifico si insiste molto sull’idea del rimodellare l’umanità attraverso la sua disintegrazione nelle acque. Da qui i diversi tipi di aspersione e di immersione in modo da far rifluire la vita dopo aver disciolto in acqua i peccati. Di qui il rito di fare abluzioni prima di entrare nei templi,come capita prima della preghiera musulmana, o nel lago sacro, come avveniva in Egitto…nelle religioni misteriche era conosciuta la cerimonia della catharsis:attraverso l’acqua l’iniziato si liberava dalle impurità.

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  6. eppure l’acqua non è solo una benedizione:travolge spesso con la sua forza, sconvolge i campi e trasforma le forme fino ad abolire la storia. Diverse sono le tradizioni sul diluvio universale come idea della rigenerazione dell’umanità nelle acque. L’acqua cancella la storia antica, nei nosri versi cancella il dolore dell’assenza, travolge con la sua bellezza purificatrice…

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  7. Del resto la presenza delle acque ha segnato il cammino del popolo ebreo e la storia della salvezza a partire da Noè fino all’acqua viva di cui parla l’Apocalisse. I pozzi e le fonti nella Bibbia sono i luoghi di incontro tra gli uomini e Dio (l’assenza, la presenza, dunque l’incontro che è sotteso alle due belle liriche dei nostri amici). Percuotendo la roccia nel deserto il Signore dona acqua manifestando cura per il suo popolo e lo stesso pozzo di Giacobbe sarà segno dell’acqua viva che è Cristo.

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  8. per non lasciare in sospeso il discorso di Paolo dirò che in Egitto il NOUN, il grande oceano, viene posto prima di ogni cosa creata;in esso naviga la barca solare che illumina il giorno. Ed acque delle origini sono ricordate anche nei miti indiani che celebrano il ritmo del cosmo. Secondo i testi sacri indù il dio aleggia sulle acque. E la somiglianza è assai forte con il mito della creazione nerrato nella Bibbia: “Lo spirito di Dio aleggiava sulle acque”

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  9. La seconda lirica a tal proposito ci ha rievocato “Ifiumi” di Ungaretti…l’acqua ancora una volta come luogo della memoria, come metafora attraverso la quale l’uomo ha cercato sempre di comprendere meglio l’essenza stessa della propria esistenza. Un cao saluto a Carlo e Giulia e al prof. Screpis. Stamane abbiamo anatomia 1: pensateci!
    Federico e Carlotta

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  10. renatoscrepis says:

    in eletteratura l’immagine dell’acqua, quale metafora stessa della vita, gioca un ruolo fondamentale. A partire dal Cantico di Frate Sole dove Francesco connota l’acqua con 4 attributi che ne evidenziano l’utilità, l’umiltà, con il riferimento etimologico al latino “humus”, terra (questo per riprendere la “rincorsa” dei nostri versi in questione!); l’importanza (pretiosa) in quanto assicura il perdurare della vita sulla terra, ed infine il significato religioso purificatorio (casta) presente nel simbolismo catartico del diluvio e nell’acqua battesimale.

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  11. aggiungerei che l’acqua ha spesso un ruolo protagonista anche nella letteratura. Essa è sostanza primigenia, archetipica presenza, sovrana incontrastata della feconda Natura, polo opposto a quello celeste..basta pensare a Eraclito di Efeso che a proposito dell’acqua diceva: ” ..non è mai stata una cosa sola: è fiume, è mare,è lago, stagno e quant’altro…è dolce, salata, salmastra, è luogo presso cui ci si ferma e sul quale si viaggia, è piacere e paura, nemica ed amica, ricordo e oblio, principio e fine.
    Nicola P.

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  12. sono perfettamente d’accordo con Renato e vorrei sottolineare, a proposito della spiritualità a cui il suo commento fa riferimento, che tutte le religioni, dalle più antiche a quelle tutt’ora diffuse, hanno un rapporto intenso con l’acqua esaltandone il simbolismo, proprio come Carlo e Giulia hanno fanno in questi loro splendidi versi. L’acqua richiama soprattutto la vita, senza di lei non c’è vita, ma non solo: l’acqua fa vivere e rivivere, purifica e permette la vicinanza col divino. E questo mi pare un altro spunto essenziale che si può ricavare dai versi sui quali stiamo riflettendo. Magari più tardi potremmo confrontarci su come l’acqua è la risposta in molte religioni all’eterna sete dell’uomo, sete d’amore e dunque di Dio.

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  13. renatoscrepis says:

    Ci sono parole isolate nella prima lirica:scalzo, stupito, mite, parole che raccontano uno stato d’animo, che esprimono una interiorità. La sera è solo un pretesto, è l’atmosfera ideale per riflettere su una assenza che si fa presenza mediante il canto di cose umili, piccoli gesti, ricordi che ristorano per tutta la notte il cuore, al punto che all’alba sarà bagnato di rugiada e non di pianto. La rugiada come simbolo dell’incontro, della presenza viva e in carne ed ossa. Una presenza che è un fiume che inonda ed inebria che riempie la vita stessa, le dona un senso e l’amato gode e beve di questa acqua, di questa presenza , una presenza che incarna la speranza stessa e per questo è fonte di sussistenza, è cibo, è frutto, nutrimento dell’anima e dello spirito!
    Questo è uno dei vostri post più belli! Renato

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  14. …forse anche Francesco intuiva determinate cose (alludo a quanto detto da Rossana) quando la chiamava non solo “sora” ma anche “multo utile ed humile et pretiosa et casta”

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  15. questo elemento che nei vostri versi avete celebrato è indispensabile perchè la vita animale e vegetale possa sussistere e persino la nostra composizione fisica è per il 60% fatta di acqua. Dunque l’acqua ed il suo ciclo naturale fanno una sola cosa con la nostra possibilità di vivere sulla Terra…e l’amato è come l’acqua:senza lui, senza lei la vita non sarebbe possibile!

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  16. l’assenza è un grido che subito si placa grazie al canto delle piccole cose…è a sera che le piccole cose prendono a cantare, quando si è lontani dalle preoccupazioni del giorno, quando riaffiorano certi pensieri nostalgici ed allora la lontananza è dolorosa, ma ci sono cose intorno che sono segni, presenze…e la speranza del domani prende il sopravvento, il grido lascia il posto alla rugiada, la rugiada sarà fiume che ancora tornerà a incantare e sempre è viva la speranza del domani, del mattino, di un nuovo incontro.

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  17. delicato dialogo che ricorda quello del Cantico dei Cantici, in cui si celebra non solo l’amore tra uomo e donna, ma anche l’amore che la natura ha per l’uomo…un uomo estasiato dinanzi alla bellezza della donna, una donna incantata dal suo amato ed entrambi si celebrano attraverso immagini tratte dalla natura rigogliosa che li circonda!

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  18. questi bellissimi versi ed i precedenti commenti mi richiamano il tema dell’acqua, acqua come fonte di vita, simbolo di purezza, immagine della realtà in cui tutto scorre:da sera alla mattina, dall’alba al tramonto! L’acqua è indubbiamente uno degli elementi naturali che più richima il concetto tesso di vita e non a caso la scienza afferma che è proprio nel “brodo primordiale” che è nata la prima ed elementare forma di vita sul nostro pianeta, ed è ancora nell’acqua, nel liquido amniotico, che ognuno ha vissuto nel grembo materno.
    Quest’acqua, allora, che sia fiume o l’umile rugiada è comunque simbolo di vita, vista anch’essa nella sua mitezza e nella sua irruenza, acqua che culla e acqua che travolge, ma che sempre incanta, poichè è lo stupore dell’uomo dinanzi alla natura a rendere tale l’uomo stesso!

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  19. queste sono le associazioni che i vostri versi mi fanno venire in mente…sono per lo più icone che mi rimandano a percezioni, a sensazioni ben precise ed è bello perchè da una lettura cerebrale sono giunto a un’esperienza sensoriale e corporea. Trovo che siate riusciti a suscitare molta “vita” nel proporre questa pagina e di questo vi ringrazio. Paolo

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  20. ma anche la tristezza, attenzione, è scalza. E che significa, o meglio, che cosa mi evoca tutto ciò? La tristezza ha freddo, perchè la terra è fredda, ma da scalza la tristezza sente la terra, forse avverte che è la che deve andare…a terra saremo sepolti e la tristezza va a morire…per lasciar il posto alla speranza! Ed è nuovamente il trionfo della vita!

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  21. che cosa è un grido scalzo? è un grido nudo, almeno per i piedi, un grido che tocca per terra, quella stessa terra che beve avidamente con me quella rugiada che porta speranza, perchè è acqua, è da lì che veniamo, dall’acqua e l’acqua è vita. La speranza è vita!

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  22. cosa incanta? un fiume impetuoso nella calma.
    Cosa stupisce? il canto mite delle piccole cose.
    Stupore ed incanto a sera, a mattina, in un’assenza che è presenza viva, che si annusa, si percepisce con la vista, con l’olfatto, al tatto…la presenza di una carezza di una mano conosciuta arriva anche solo col pensiero…questo vogliono dire i due amanti, questa è la sorpresa, lo stupore che provoca in noi l’amore, un sentimento che si nutre soprattutto di gesti impercettibili e mai dati per scontati.
    Grazie per questo dono, per questo eidolon, idillio, quadretto, così come lo intendevano i Greci dinanzi al quale ho vibrao di stupore e incanto anch’io!

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  23. …ed anche oggi, ancora una volta mi avete dato una lezione di cosa sia la poesia, di come accostando certe immagini si possano scatenare emozioni. Grazie.

    Costanza

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  24. in quel grido scalzo come la tristezza c’è una poesia infinita! Non solo perizia tecnica, ma è l’affettività che viene fuori da questi versi a colpirmi…è un’assenza colma di sensazioni, un’assenza che viene ricolmata da icone sensoriali, visive, dalla speranza di un domani che riporterà l’amato, lo riporterà – ne sono certo – e si berrà della sua presenza fino ad inebriarsi come la terra fa con la rugiada…uno dei vostri diaoghi a parer mio più bello, più sentito…con quelle gocce di rugiada che lo sguardo attento del fotografo rende poesia!

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  25. una pagina incantevole…fosse solo per la fotografia che racchiude in quell’immagine l’essenza stessa della speranza, della rugiada che ristora così come ristora il solo pensiero di certe persone che ci sono care, grazie alle quali la nostra esistenza può avere un senso, uno scopo…persone che sono rugiada che travolge nella calma grazie alla loro bellezza interiore, grazie alla loro spiritualità. E grazie a voi, che mi ristorate con immagini e parole fatate!

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  26. …ancor piú che necessarie, ESSENZIALI. Alberta

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  27. Sera…Mattina, attraverso questi due tempi cosí definiti da una calma meditativa si sottintende quel tempo del non essere, della notte, quel tempo che ristora, che porta consiglio, che apre alla speranza. La tristezza si ovatta per abbandonarsi al fluire e risvegliarsi alla gratitudine. Le piccole cose sono proprio come la notte…necessarie! Grazie a tutti per questo nuovo risveglio Alberta

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  28. è un piccolo capolavoro! Un dialogo sussurrato, che procede per immagini e rimanda a precisi stati d’animo, la tristezza che cerca requie, la speranza che prende il sopravvento, la bellezza che travolge e lepiccole cose, che cantano un canto mite, che stupisce…l’umiltà delle piccole cose, come è stato osservato, è un pretesto intimista, per scavare dentro sè e sentirsi voce dell’Universo. Bellissima pagina!

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  29. per me c’è un filo unico che lega le due liriche, ed è la speranza, sottesa nella prima e concretizzata nella rugiada, più esplicitata nella seconda…a riprendere l’ultimo vostro post!

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  30. alessandrarisso says:

    …ed ancora una volta è la speranza ad alimentare la vita stessa…sembra scritta dall’eremita questa seconda lirica!

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  31. alessandrarisso says:

    che il grido potesse essere scalzo…che il cuore potesse essere colmo di rugiada….non ci avevo mai pensato. La poesia talvolta è fatta di frammenti che cogliamo come frutti dall’albero della vita!

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  32. con grande sorpresa e piacere leggo questapagina così ricca di echi interiori, così volutamente mite ed umile come l’anima delle piccole cose che racchiudono in sè il vero valore. Lirica, la prima molto sentita, molto ispirata e ben costruita; la seconda così impetuosa e stupita dinanzi alla Bellezza. Complimenti vivissimi.
    Nicola P.

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